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AI Act

AI Act: cosa deve fare un'impresa che usa l'intelligenza artificiale

Se in azienda qualcuno usa ChatGPT, un assistente nella posta o un traduttore automatico per lavoro, l'impresa per il regolamento europeo è un "deployer", cioè un utilizzatore. Ha già degli obblighi, alcuni in vigore dal febbraio 2025, e in Italia ne aggiunge altri la legge 132 del 2025.

Cosa vale già oggi

ObbligoDa quando
Alfabetizzazione AI del personale e di chi usa l'AI per conto dell'impresa. Cosa significa in pratica2 febbraio 2025
Pratiche vietate: per esempio il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro (salvo motivi medici o di sicurezza), il punteggio sociale, le tecniche manipolative. Dal 2 dicembre 2026 anche generare contenuti intimi senza consenso o materiale pedopornografico2 febbraio 2025
Trasparenza: dichiarare che immagini, audio o video realistici (deepfake) sono generati o modificati con l'AI; dichiararlo anche per i testi pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico, se non c'è una revisione editoriale umana; informare chi è esposto a riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica2 agosto 2026
Lavoratori, in Italia: informarli sull'uso di sistemi automatizzati; nessuna decisione finale su assunzione, licenziamento, sanzioni disciplinari o valutazioni presa solo dall'AI (altrimenti è nulla); i rischi dell'AI nel documento di valutazione dei rischi, con informazione e formazione dei lavoratorilegge 132/2025 (10 ottobre 2025) e D.Lgs. 179/2026
Professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti): l'AI solo come supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale umano, e informazione chiara al cliente10 ottobre 2025

Fonte: Regolamento (UE) 2024/1689, artt. 4, 5, 50 e 113; L. 132/2025; D.Lgs. 179/2026, artt. 41 e 42

Cosa arriva

Chi usa l'AI per scopi "ad alto rischio" avrà obblighi più pesanti dal 2 dicembre 2027: per esempio selezionare i curriculum, decidere promozioni o licenziamenti, assegnare compiti e valutare le prestazioni dei lavoratori, valutare il merito di credito di una persona. Servirà usare il sistema secondo le istruzioni, affidarne la sorveglianza a persone competenti e formate, conservare i log almeno sei mesi, informare lavoratori e rappresentanti prima di usarlo. Per i sistemi che sono componenti di sicurezza di prodotti (macchinari, dispositivi medici) la data è il 2 agosto 2028.

Queste date sono state spostate dal regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto omnibus digitale sull'AI, in vigore dal 27 luglio 2026: prima erano agosto 2026 e agosto 2027.

Fonte: AI Act Service Desk della Commissione europea, testo consolidato al 27 luglio 2026

Attenzione: da utilizzatore a fornitore

Un'impresa che integra un modello di AI in un prodotto o servizio venduto con il proprio nome, per esempio un assistente sul sito per i clienti, può diventare "fornitore", con obblighi più ampi. Dipende dal caso: va valutato prima del lancio.

Chi vigila in Italia, e le sanzioni

Con la legge 132/2025 le autorità nazionali per l'AI sono l'ACN, che vigila sul mercato e applica le sanzioni, e l'AgID, che accredita gli organismi di valutazione. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS restano competenti nei loro settori, il Garante privacy mantiene i suoi poteri.

ViolazioneMassimo
Pratiche vietate35 milioni di euro o 7% del fatturato mondiale
Obblighi degli operatori, compresi utilizzatori e trasparenza15 milioni o 3%
Informazioni false o incomplete alle autorità7,5 milioni o 1%

Per le piccole e medie imprese vale il minore dei due importi. Per le violazioni di lieve entità il D.Lgs. 179/2026 prevede prima un ordine di rimediare. L'alfabetizzazione AI non compare tra le violazioni con sanzione pecuniaria: resta un obbligo, e il primo che un'autorità verificherebbe.

Fonte: Regolamento (UE) 2024/1689, art. 99; D.Lgs. 179/2026, artt. 22 e 23

Fonti ufficiali

Aggiornato al 27 ottobre 2026. Questa pagina spiega la norma, non sostituisce il parere di un professionista sul vostro caso.